Archivio per Maggio 2008

Fatti realmente accaduti n°2

Avevamo appena finito di sostenere gli scritti per il passaggio in SPE. Sei paricorsi giovani, in  divisa, galvanizzati dalla prova appena sostenuta. Riempivamo uno scompartimento del treno che ci stava riportando da Roma a Torino.
Il mix era particolarmente riuscito e il viaggio procedeva tra il serio ed il faceto.
Accadde il primo fatto: F. si era trattenuto fino a quel momento, poi non ha più resistito. Dovete sapere che F. , tra le altre cose, è conosciuto con diversi nomignoli: venticello, alito di satana, la nube purpurea, ecc. quindi, a questo punto, mi pare chiaro cosa successe.
Dalla tonalità del sibilo la riconoscemmo immediatamente: era una pericolosissima SIQUAM (SIlenziosa QUAsi Mortale).
Sul viso di F. si materializzo un sorriso sadico e maligno.
In brevissimo tempo annusammo, realizzammo ed evacuammo lo scompartimento. Riuscimmo anche a contenere la nube tossica chiudendo immediatamente la porta scorrevole.
F. dentro rideva, noi fuori, spalmati contro i finestri aspettando che il livello di contaminazione scendesse.
Accadde il secondo fatto. Dal fondo del treno sentimmo quella filastrocca che preannunciava la futura figura di merda.
Prima piano piano, poi sempre più forte sentivamo recitare queste parole:
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude)
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude)
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude).
Poi toccò al nostro scompartimento, il controllore non si curò di noi cinque, fiducioso ed ignaro del pericolo, apri la porta: “Biglietti”! Immediatamente la zampata dell’olezzo lo colpi in pieno viso!
Con una rapidità inaspettata recuperò immediatamente la situazione, sentenziò un immediato “Già Visti!” (ovviamente nessuno mosse mano), richiuse precipitosamente la porta , segnato dalla tremenda esperienza appena vissuta raggiunse velocemente il fondo del vagone per lasciarsi tutto alle spalle.
Ci volle da Grosseto a Livorno per superare l’empasse e riconquistare i nostri posti.

Roberto magini

 

Marco Iraso (GRANDE IRASO !!!!!!!!!!!!!!!!!)

 

Eppure questa faccia non mi è nuova, ma proprio non riesco a realizzare chi mi ricorda. Più lo guardo e più quel senso di “deja vu” si fa intenso. Razionalmente so chi è, rammento benissimo la sua disponibilità, l’ humor un po’ all’inglese… ma poi lo guardo e la mente si dissocia da questi ricordi, si ripresenta la stessa sensazione … ma non riesco a concretizzare. Mha, comunque, mi verrà in mente.

Tornando al collega, che invece realmente conosco, colgo l’occasione per ringraziarlo forfettariamente per tutte le volte che mi ha aiutato e consigliato, e ultimamente, per la mano che mi ha dato (e che mi darà!!!! capisci a me!) nell’intento di realizzare questa bischerata.

Roberto Magini

 

Claudio Francazi

 

Romano, disponibile, gioviale, allegro, simpatico, … non ci siamo frequentati moltissimo, ma quel poco è stato significativo. Inutile dire che parte degli incontri erano per fini gastronomici su base rustico/regionale. Mi ha fatto conoscere la “coppa dell’amicizia” esperienza che da quel momento ripeto appena posso. Gli spostamenti in macchina una specie di esperienza mistica: i Santi li vedevi o li nominavi.
Questo inciso è servito per dipingere il “personaggio”, per dire che era un’ottima compagnia per le “zingarate”, una persona che fa gruppo, che sai che, se quella sera c’è, il divertimento è assicurato. Quindi è normale pensare che dopo una decade di invecchiamento il “prodotto” è sicuramente migliorato, ma il genere deve essere quello. Poi lo risento, bastano poche parole: una moglie, 4 figli, un gatto… realizzo che l’affinamento non è avvenuto all’interno di una barrique di rovere ma dentro la Casa del Mulino Bianco. Oh! Intendiamoci, sono contentissimo di questa evoluzione, la famiglia è l’unica vera soddisfazione tangibile che si possa conseguire … ma insomma, come dirlo, “Claudio: e comprare una televisione più grande?!?!?!”

Roberto Magini

Davide Bagnaschino

Oggi ho virtualmente rincontrato Davide Bagnaschino essere mitico dal viso estremamente espressivo: sa incutere paura e inspirare fiducia soltanto muovendo un sopraciglio. Con lui cominciavo bene la giornata alla fermata del Bus, dove solitamente ci trovavamo, e, per una buona mezz’ora, si dava vita ad una conversazione per lo più surreale, qualche volta seriosa sui temi importanti della vita: società, zoologia, impiantistica, termodinamica, massimi sistemi, energia solare, turismo, modulistica, enogastronomia, ginecologia, morfologia, arte, finanza, ortodonzia, illusionismo ecc. Non penso che in tutti quegli anni di frequentazione uno abbia realmente capito quello che voleva dire l’altro, ma soprattutto non penso neppure che chi parlava comprendeva quel che diceva. Straordinariamente, giorno dopo giorno, incontrandoci, riprendevamo la conversazione esattamente dove l’avevamo lasciata. Davide preparati: dobbiamo finire il discorso.

Roberto Magini

 

OCCUPATO

In questo periodo sono un po’ impegnato, quindi non riesco a pubblicare giornalmente, spero quanto prima di rimettere mano al Blog, voi continuate a scrivermi, mi fa piacere ricontrarvi, anche solo per e-mail.

Ne approfitto per pubblicare uno dei più bei stemmi dell’Aeronautica Militare, combinazione è quello del mio Ente.

Roberto Magini

 

Cuoche in technicolor

Dai cassetti dei ricordi sono usciti anche questi due bei visi: Antonietta & Donatella. Le ho conosciute come cuoche, anzi mi allargherò nell’affermare che erano le due migliori cuoche della mensa (il fatto che fossero le uniche è ininfluente).
Si muovevano tra i fornelli con la grazia di due ravanelli e gli attrezzi del mestiere (mestoli, forchettoni, schiumarole, ecc.) in mano a loro sembravano enormi (leggende urbane narrano che sono esentate dal pagare il biglietto sul BUS).
Sempre sorridenti, mai arrabbiate, collaborative, grintose e capaci facevano trascorrere il tempo dalle 10.00 alle 14.00 con serenità sfornando una gran quantità di antipasti, primi, secondi, contorni, controccontorni, bis, dessert … poi magicamente … degne delle migliori vallette di David Copperfield, SPARIVANO! Riapparivano sempre magicamente un’ora dopo.
Non ci hanno mai voluto svelare il trucco, sta di fatto, che se mi concentro, rivedo ancora la scena: due figure materiali, tangibili, a colori, spruzzate di sugo multicolore, che si dissolvono nell’aria.
So che dopo la mia partenza non hanno più voluto lavorare in mensa e adesso si aggirano, sempre sorridenti, tra gli uffici, alle 14.00 in punto spariscono, ma, essendo riuscite a migliorare la magia, adesso riappaiono alle 08.00 del giorno dopo.

Roberto Magini

 

Fatti realmente accaduti n°1

… come la ricevo così viene pubblicata, i nomi ovviamente sono (quasi omessi):

J. aveva appena finito il turno: “Robe’ sto andando in aerostazione ti serve qualcosa”
R., stava tirando giù i turni per il mese dopo, intravedendo uno spiraglio per giocare come al solito: “vai in edicola?”
J.- “si vado a comprare le sigarette”
R.- alzando gli occhi e guardando scherzando il collega “… allora prendimi l’ultimo numero di Penthouse”
J.- serio: “Penthouse, cos’è?”
-R. tirandosi indietro sullo schienale della poltrona e tastando fin dove poteva arrivare il gioco “ … sai che devo affittare casa, sto comprando un po’ di riviste per prendere delle idee, ho sentito parlare di questa e volevo vedere com’è, ti do i soldi?!?!?”
-J.: “no, lascia, magari non lo trovo, se lo prendo me li dai” ed uscì dalla stanza.
R. non capiva se scherzava o faceva sul serio … no! Scherzava, come poteva essere altrimenti, comunque complimenti per la recitazione: è riuscito a reggere il gioco eccellentemente.

 Dopo venti minuti R. sente improvviso quel rumore sibilante, troppo tardi per qualsiasi reazione (c’è da dire che R. non è noto per reazioni alla Indiana Jones) il lancio teso lo prende in piena nuca, per terra il giornale volante: l’ultimo numero di Penthouse con una fantastica brunetta in copertina. R. si gira per realizzare e vede sulla porta J. arrabbiato a bestia.

Senza bisogno di domande: “ che figura di Mbeeep. ma che figura di Mbeeep, che mi hai fatto fare, e adesso chi ha il coraggio di tornarci…”.
-R. “non dirmi che l’hai comprato davvero!?!?!”;
-J. “Noooooooo, mi hanno guardato e mi hanno detto questa e la sua copia omaggio…”
-R. “ma dai è ovvio che scherzavo”
-J. senza neppure ascoltarlo, andando avanti nello sfogo: “ … il bello che non riuscivo a trovarlo nella sezione dedicata all’arredamento, allora ho superato la fila e, visto che avevo fretta, ho chiesto ad alta voce – scusi non riesco a trovare l’ultimo numero di Penthouse: ce l’avete?- la commessa mi ha guardato imbarazzata, la gente in coda rideva e commentava, io non capivo, fino a quando non si è diretta verso la sezione di giornali erotici, ha preso quella Mbeeep di rivista, me la data e a detto diecimilaliregrazie … io rosso, imbarazzato a testa bassa ho pagato, preso il giornale, sono praticamente scappato …. neppure le sigarette ho preso, e non avrò più il coraggio di andarle a comprare… grazie per la grandissima figura di Mbeeep”
-R. porgendole i soldi -era il minimo- dava un nuovo significato alla parola “ingenuo”, la cosa tragica era che non poteva neppure raccontarla, in fin dei conti J.  è uno dei suoi migliori amici… “

Ogni riferimento a fatti o persone non è puramente casuale….

Roberto Magini

Le dieci cose che più mi mancano di Torino

 

1-  il tempo libero – ne avevo molto .
2 – gli amici - di quel valore non nè ho più avuti!
3 – i colleghi - volente o nolente dal 88 al 98 con alcuni ho instaurato dei meccanismi quasi fraterni.
4 – la facilità dei rapporti lavorativi- eravamo solo 170 ed era tutto molto più semplice
5 – I TURNI - fino al ‘94 svolgevo il turno al TLC: un periodo molto … dinamico, venire a lavorare era persin piacevole.
6 – gli ottanta chili che pesavo… NO COMMENT
7 – le montagne - non pensavo che avessero un effetto così rassicurante, non ho trovato da nessuna parte una cornice così protettiva
8 – Il clima - si proprio il clima, ma considerate che abito a Brescia, una città umidissima, così umida che per asciugarsi bisogna farsi la doccia.
9 – Le rosticcerie - un posto dove potevi massacrarti il fegato nella totale legalità
10 - Le birrerie - quando le rosticcerie erano chiuse ci pensavano loro, fino all’Alba!

Roberto Magini

L’AVEVO DETTO IO: “STALTARI FARA’ UNA BRUTTA FINE”

Dal primo momento in cui l’ho visto ho avuto la certezza che sarebbe finito male.
Da foto che mi sono arrivate dagli archivi internazionali di pubblica sicurezza ho riconosciuto lui: STALTARI. Ai miei tempi era sempre stato avvistato nei posti più impensabili: Circolo, mensa, sala biliardo, sala TV …. diverse volte gli hanno posto imboscate sul luogo di lavoro, ma lui furbo come un cervo (liberamente tratta da “amici Miei”), sul luogo di lavoro non si è mai fatto trovare.
Alcuni si vantano di averlo sentito cantare, i piu’ DI NON AVERLO SENTITO, nei locali più sordidi di Cinesello Balsamo (Per dovere di cronaca i locali sono diventati sordidi dopo la sua esibizione N.d.R.).
Ora le foto pubblicate lo mostrano in due dei suoi innumerevoli travestimenti: la Prima stile Briatore ma con gusti alla Lele Mora; la seconda da spacciatore di scatolette di tonno Nostromo Scadute.
Voci ben informate dicono che è pronto a collaborare con la Polizia e presto farà i nomi dei Complici.
Favorevole al diritto di replica sono pronto a pubblicare qualsiasi sua dichiarazione e smentire le voci non confermate precedentemente riportate.

Roberto Magini

GRANDE IRASO !!!!!!!!!!!!!!!!!

Non vi rendete conto quanto materiale mi ha fornito! Certe foto e certe facce da non dormirci la notte!!!! Semplicemente un grande.
Devo capire se la sua solerzia è dovuta a semplice spirito di partecipazione o perchè ha capito quanto materiale esplosivo aveva tra le mani.
E che piacere constatare che non sono l’unico che è “lievitato” con il tempo, altri me li ricordavo a colori e adesso sono in BIANCO e nero, altri ancora non me li ricordavo così … come dire…. così BRUCE WILLIS.

Sarà sicuramente un piacere rincontrarci e raccontarci rivedendoci con gli occhi del Millennio scorso.
Devo ammettere che per alcuni ho fatto un pò di fatica a riconoscerli, mi sono dovuto fare aiutare da Ludovico Brime: un pezzo lui, un pezzo io e siamo riusciti a dare un nome a tutti.
Uno in particolare, di cui ovviamente non faccio il nome (non per la legge sulla privacy, ma per paura di avere ragione), basterebbe la foto per rinchiuderlo in un carcere di massima sicurezza, buttare via la chiave e costruire un muro alto alto alto.
Se mi fornite abbastanza materiale si potrebbe aprire una sezione in cui ci raccontiamo solo con le immagini: colleghi, figli, eventi sportivi (anche se la corsa delle carrozzelle mi sembra il più probabile), ecc…
Sono anche ben accetti i “gola profonda”, che nella decenza e con la certezza dell’anonimato possono raccontare aneddoti altrui, esattamente come si fa al bar durante il quarto aperitivo.
Datevi da fare!
CiauZ a tutti, alla prox.

Roberto Magini

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