Avevamo appena finito di sostenere gli scritti per il passaggio in SPE. Sei paricorsi giovani, in divisa, galvanizzati dalla prova appena sostenuta. Riempivamo uno scompartimento del treno che ci stava riportando da Roma a Torino.
Il mix era particolarmente riuscito e il viaggio procedeva tra il serio ed il faceto.
Accadde il primo fatto: F. si era trattenuto fino a quel momento, poi non ha più resistito. Dovete sapere che F. , tra le altre cose, è conosciuto con diversi nomignoli: venticello, alito di satana, la nube purpurea, ecc. quindi, a questo punto, mi pare chiaro cosa successe.
Dalla tonalità del sibilo la riconoscemmo immediatamente: era una pericolosissima SIQUAM (SIlenziosa QUAsi Mortale).
Sul viso di F. si materializzo un sorriso sadico e maligno.
In brevissimo tempo annusammo, realizzammo ed evacuammo lo scompartimento. Riuscimmo anche a contenere la nube tossica chiudendo immediatamente la porta scorrevole.
F. dentro rideva, noi fuori, spalmati contro i finestri aspettando che il livello di contaminazione scendesse.
Accadde il secondo fatto. Dal fondo del treno sentimmo quella filastrocca che preannunciava la futura figura di merda.
Prima piano piano, poi sempre più forte sentivamo recitare queste parole:
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude)
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude)
Swoop (la porta che si apre) Biglietti! Grazie!Grazie! Grazie! Grazie!Grazie! Grazie! Buon Viaggio!SBAM (la che porta che si chiude).
Poi toccò al nostro scompartimento, il controllore non si curò di noi cinque, fiducioso ed ignaro del pericolo, apri la porta: “Biglietti”! Immediatamente la zampata dell’olezzo lo colpi in pieno viso!
Con una rapidità inaspettata recuperò immediatamente la situazione, sentenziò un immediato “Già Visti!” (ovviamente nessuno mosse mano), richiuse precipitosamente la porta , segnato dalla tremenda esperienza appena vissuta raggiunse velocemente il fondo del vagone per lasciarsi tutto alle spalle.
Ci volle da Grosseto a Livorno per superare l’empasse e riconquistare i nostri posti.
Roberto magini









