
Nell’organizzare l’evento era mia intenzione favorire un clima di partecipazione e collaborazione al fine di ottenere il migliore risultato possibile.
Se da una parte ci sono riuscito, dall’altra ho toppato.
Adesso è sorto il problema del ristorante.
Inizialmente l’avevo individuato ad Avigliana al costo 57 €. p.p.. Effettivamente la cifra era importante, ma da Brescia mi era difficile trovare e contattare personalmente locali che potessero contenere una settantina di persone un Sabato sera mettendoci a disposizione la struttura dalle 17.00 in poi e comoda per chi abitava in Torino o veniva da fuori.
Ho vagliato anche la possibilità di un servizio Cattering ma la cifra pro capite, per un numero esiguo di persone, era eccessiva: intorno ai 70€.
Ho chiesto più volte la collaborazione degli interessati, l’ultima con il post del 29 agosto.
Quando mi è stata prospettata l’alternativa del Circolo in Torino (26 settembre 2008), con la rassicurazione che tutte le caratteristiche desiderate fossero soddisfatte, come alternativa ad Avigliana, ed in considerazione che fino a quel momento non me ne erano state fornite altre (per completezza era stata accennata Alba, ma scartata per la scomodità) mi sono affrettato a fermare verbalmente la proposta perché i tempi, per le motivazioni già esposte, cominciavano a farsi brevi.
Adesso arrivo al punto che mi mette a disagio.
A seguito della proposta del Circolo ne sono state avanzate ulteriori, almeno una più fattibile delle altre.
Il problema che questo ha scaturito dei malumori che non vorrei assolutamente invalidassero lo scopo della reunion.
Qui non si tratta affatto di patteggiare per una fazione o per l’altra ma quella più semplice accettare quello che l’evoluzione degli eventi descritti in qualche modo a portato.
Si può provare a mettere in discussione parte dell’organizzazione ma non salendo sulle barricate a scapito, scusate se il termine può sembrare pomposo, dell’armonia e dello spirito di adattamento che questo genere di eventi richiede.
Chiedo anche di non cedere all’umana abitudine di cercare l’altrui consenso per le proprie contrarietà perché, anche se non con intenzione, si induce a dover prendere delle posizioni tra Guelfi e Ghibellini e conseguenti diffusi malumori.
A me non piacciono i diffusi malumori e non sopporto ne Guelfi ne Ghibellini.
Come già detto agli interessati per una/due settimane mi sarà difficile aggiornare il blog, ma contattatemi per e-mail o per telefono cellulare.
Mal che vada, fra dieci anni ci organizzeremo in maniera diversa
Roberto Magini