Vado a descrivere una persona estremamente riservata, che non ama vivere le glorie della ribalta.
Per questo ho anagrammato il suo nome.
Se chi gli è vicino riesce a risolvere l’enigma mantenga il segreto vivendo in privato la soddisfazione della soluzione.
Uomo dal carattere criptico, riservato, severo, integerrimo, stakanovista.
Per due anni l’ho conosciuto solo di nuca, all’epoca nera corvina, la posizione, prona sulla scrivania 08.00/16.30, permetteva solo di ammirare quella porzione anatomica.
Piano piano è emerso: prima le orecchie, poi il naso, appresso gli occhi … dopo 3 anni ho conosciuto l’uomo in tutta la sua interezza, nel frattempo i capelli si erano ingrigiti.
Ha ricoperto incarichi di responsabilità crescente affrontati con nuance tricologiche sempre più aggressive.
Serio, tutto di un pezzo, per condurlo in uno stato mentale denominato “in vino veritas”, approfittando di un rinfresco al circolo, l’ho circuito con un Negroni prima e un prosecco poi: un ruttino ed un sorriso è stato il massimo della trasgressione che sono riuscito ad ottenere.
Quando ho lasciato Caselle me lo ricordo ancora in piedi, braccia conserte, mi guardava sovrastato da quella sua capigliatura castano mogano augurandomi buona fortuna.
L’ho rivisto poco tempo fà, giovanile a dispetto dell’età, del grado e dei capelli brizzolati.
Ammetto di essermi preso confidenze che poche volte mi ha concesso, e comunque per brevi secondi, mi giustifica l’affetto che nutro verso di lui.
Dopo tutto questo tempo mi domando come mai il mio daltonismo si manifesta solo in sua presenza: in 20 anni non ho ancora capito di che colore ha i capelli.
Roberto Magini



